Alla scoperta dei prebiotici

7 dicembre 2010 | commenti: 0

cosa sono i prebiotici | cadigroup.eu

Attualmente oltre ai probiotici (fermenti lattici) si parla molto dei prebiotici. Infatti entrambi contribuiscono a mantenere lo stato salutare dell’intestino anche se in maniera e distretti diversi. Mentre l’azione probiotica fu dimostrata già dal 1908 da Metruiko, il concetto di prebiotico fu lanciato nel 1995 e da allora c’è stato un sempre maggior interesse per le sue azioni. Esso è diretto verso i carboidrati non digeribili e fermentati selettivamente contenuti negli alimenti.

L’azione principale dei prebiotici viene svolta nel colon dove essi riescono a ridurre il rischio di patologie coliche ed anche concorrere favorevolmente al trattamento di quelle malattie.

La definizione di prebiotico è variata con il progredire degli studi ed oggi ci sono 3 criteri fondamentali che definiscono l’azione prebiotica di un vero prebiotico:

  1. Esso non deve esser digerito dagli enzimi umani. In tal modo esso arriva al colon integro
  2. Esso deve esser completamente fermentato nell’intestino (colon)
  3. Esso deve esser selettivo nello stimolare la proliferazione della flora intestinale e l’attività metabolica. Questo criterio è della massima importanza poiché un prebiotico non è disponibile per tutti i batteri  dell’ecosistema intestinale

Deve invece avere  la massima disponibilità ed esser fermentato verso i bifido batteri ed i lattobacilli che determinano lo stato di salute dell’intestino.
In tal modo il prebiotico non sarà disponibile per altri gruppi di batteri come ad esempio i batteri proteolitici, molti dei quali sono patogeni.

Ad oggi le proprietà del prebiotico sono state adeguatamente dimostrate solo per:

  • Fruttooligosaccaridi
  • Transgalattooligosaccaridi
  • Lattulosio

Per altri prodotti ci sono invece soltanto delle evidenze preliminari.

La principale azione del prebiotico è un interazione con l’ecosistema gastro intestinale che di fatto è un’interazione con la capacità fermentativa dell’ecosistema gastroenterico. Tutte le azioni fisiologiche  che seguono con l’assunzione di prebiotici hanno origine in un diverso sistema di fermentazione dell’ecosistema enterico. Questo cambiamento fisiologico avviene attraverso varie interazioni come microbo/microbo, intestino/microbo e intestino/metaboliti (prodotti della fermentazione). I principali metaboliti sono gli acidi grassi a corta catena (SCFA) acetato propinato e butirrato che sono componenti biologicamente attivi.

Tale processo avviene nell’intestino umano (superficie 300 mq). Il rivestimento interno dell’intestino è collegato con la parte esterna del corpo. Come tale la superficie dell’intestino è la più grande interfaccia tra il nostro corpo e l’ambiente. Per mezzo di tale interfaccia noi siamo a contatto con ecosistema microbico molto denso composto fino a 10 batteri per ml. Il miglioramento dell’ecosistema microbico (meno patogeni e più attività saccarolitica) rappresenta allora un importante miglioramento dell’ambiente esterno in cui viviamo. Quindi si pensa che migliorando l’ecosistema intestinale si ha un positivo impatto sul funzionamento fisiologico di un organismo.

Le proprietà intestinali dei prebiotici dipendono direttamente dai cambiamenti fisiologici che essi apportano nel corpo umano. Ed i metabolici batterici sembrano esser i maggiori artefici degli effetti più riscontrati. Gli SCFA, ma anche altri metaboliti ancora sconosciuti possono iniziare processi biochimici negli organi del corpo. Essi si sviluppano a livello intestinale, ma interessano varie funzioni fisiologiche.

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