Combattiamo il caldo estivo

7 dicembre 2010 | commenti: 0

come combattere il caldo estivo | cadigroup.eu

L’estate, col suo magnifico sole che regala allegria, è senz’altro il momento più atteso dell’anno.
Un po’ tutti la attendono con fervore, chi per l’irrinunciabile tintarella, chi per le vacanze tanto desiderate, chi per l’attività all’aria aperta, che in questo periodo attira pure le persone più pigre!

Eppure in questo periodo non mancano piccoli disturbi, che talvolta si possono superare con piccoli accorgimenti, ma che se  sottovalutati, possono arrecare seri danni alla nostra salute.
Con  l’arrivo del caldo, possono colpirci malesseri, disidratazioni, colpi di calore, complicando le nostre giornate estive, soprattutto quelle delle persone anziane che hanno condizioni fisiche generalmente più compromesse e il cui organismo può essere meno efficiente nel compensare lo stress da caldo e rispondere adeguatamente ai cambiamenti di temperatura (tra questi è a maggior rischio chi soffre di malattie cardiovascolari, di ipertensione, di patologie respiratorie croniche, di insufficienza renale cronica, di malattie neurologiche). Neonati i bambini piccoli possono essere esposti al rischio di un aumento eccessivo della temperatura corporea e ad una disidratazione, con possibili conseguenze dannose per il sistema cardiocircolatorio, respiratorio e neurologico (se non trattati precocemente). E infine, ad essere compromessa  è l’attività di chi fa esercizio fisico o svolge un lavoro intenso all’aria aperta che può disidratarsi più facilmente degli altri.

I problemi di salute legati al caldo possono presentarsi con sintomi come disidratazione, colpo di calore e crampi.

La disidratazione
È una condizione che si instaura quando la quantità di acqua persa dall’organismo è maggiore di quella introdotta. Normalmente si assumono circa 1,5  litri di acqua al giorno, grazie allo stimolo della sete. Quando l’organismo si disidrata e incomincia a funzionare male è richiesta una maggiora quantità di acqua, come in caso di alte temperature ambientali.

Cause
Il corpo può perdere troppi fluidi per:

Vomito o diarrea
Uno dei piaceri di un viaggio è assaggiare le pietanze locali e scoprire nuovi sapori. Un cambiamento repentino della dieta o l’assunzione di cibi contaminati hanno ripercussioni sulla funzionalità intestinale con conseguenti diarree. Molto frequente è infatti la diarrea del viaggiatore. Circa il 60% di coloro che viaggiano in qualsiasi parte del mondo, ma in particolare nelle zone a basso controllo igienico ed a clima caldo, sono soggetti ad almeno un episodio di diarrea (gastroenterite). La causa prima della diarrea del viaggiatore è quella microbiologica, cioè derivata da microrganismi, siano essi batteri, virus, parassiti. Il contagio del viaggiatore con i microrganismi avviene attraverso l’ingestione di alimenti ed acqua o liquidi, infetti o contaminati. Specialmente con il caldo questi alimenti sono contaminati con residui fecali depositati da mosche ed altri insetti, mani sporche, non pulite adeguatamente.

bimboI bambini sono a maggior rischio, perché vanno più facilmente incontro a disidratazione. Pertanto è bene fare attenzione alla prevenzione, ponendo una particolare cura al lavaggio delle mani, ai cibi e all’acqua consumati dal bambino. Altra causa frequente di diarrea è quella causata da virus influenzali, che si verificano più spesso d’inverno. Preparatevi ad affrontare la diarrea, disponendo di soluzioni reidratanti orali contenenti glucosio e sali minerali, che possono reintegrare  le perdite. Se poi aggiungiamo fibre prebiotiche già nella prima fase di reidratazione stimoliamo positivamente la flora batterica intestinale che assume un’importanza significativa nell’ indurre rapidamente la scomparsa della diarrea e aumentare l’assorbimento di acqua. Questa soluzione infatti è efficace in tutti i pazienti che presentano diarrea acuta indipendentemente dall’età, dalla causa o dal tipo di squilibrio elettrolitico.

Ciò costituisce il trattamento essenziale, necessario e adeguato nella maggioranza dei casi, non solo nei paesi industrializzati, ma anche in quelli in via di sviluppo.

La reidratazione va fatta a tutti, anche al lattante alimentato al seno, somministrando le soluzioni fra una poppata e l’altra. Nella realtà è comune che la madre inizi la reidratazione con bevande casalinghe (tè e zucchero, brodo vegetale, acqua e zucchero) e che i pediatri acconsentano «pur che beva qualcosa». Le ragioni sono la presunta pari efficacia e la scarsa palatabilità delle soluzioni glucosaline in commercio. Le soluzioni fatte in casa sono sconsigliabili per la composizione variabile e per la frequente iperosmolarità (per eccesso di zucchero), che invece di reidratare provocano ulteriori perdite di acqua e sali minerali. Non ci sono motivi particolari invece per utilizzare preparazioni dove il glucosio è sostituito con altri nutrienti come amido di riso o polimeri del glucosio. Antibiotici e i comuni antidiarroici (loperamide, sali di argilla e altri adsorbenti intestinali, ecc) sono controindicati.

Sudorazione eccessiva
I danni sono dovuti alla perdita di liquidi: è necessario reintegrare le perdite entro 24 ore; ovviamente l’acqua da sola non è in grado di ricostituire il livello di sali minerali necessario poiché il riassorbimento è rallentato e, specie se la perdita è stata abbondante, l’organismo si impoverisce di elettroliti (sodio, potassio, cloro). Un eccesso di sudorazione porta alla deplezione soprattutto di questi sali minerali. La reintegrazione del cloro, sodio e potassio, quando necessaria, va sempre fatta unitamente all’assunzione di acqua. Questa situazione causa l’alterazione della funzionalità delle cellule, in special modo di quelle muscolari: l’atleta diventa fiacco, accusa crampi e la sua capacità di prestazione diminuisce. È necessario, quindi, reintegrare con i liquidi anche i sali minerali.

Lo sapevate che

sudorazioneQuando il clima si scalda, e in generale quando c’è un eccessivo riscaldamento ambientale, la pelle produce sudore in maggiore quantità: evaporando, questo sudore raffredda il corpo riscaldato, riportandolo alla temperatura fisiologica, che solitamente è intorno ai 37°C. Grazie al sudore, la temperatura corporea può rimanere relativamente costante, anche in ambienti particolarmente caldi. Da tener presente però che il sudore, da solo, non è sufficiente per raffreddare il corpo: è necessario che evapori. L’umidità ambientale ostacola l’evaporazione del sudore e ciò spiega perché il caldo si soffre meno quando il clima è secco, mentre il disagio aumenta con l’alzarsi della percentuale di umidità.

Ipotensione
Il calore ha effetti anche sulla pressione arteriosa
. Soprattutto  con il caldo, le persone obese, ma anche molte persone sane,  hanno una eccessiva sudorazione con perdita di acqua ed elettroliti, che provoca una diminuzione della pressione arteriosa. Anche in questo caso sarebbe opportuno reintegrare i sali  minerali persi con soluzioni acquose glucosate, contenenti cloro, sodio, potassio e glucosio in adatte quantità.

Il colpo di calore
È una condizione di emergenza vera e propria. Il ritardato o mancato trattamento può portare anche al decesso. Il colpo di calore è provocato da un eccessivo innalzamento della temperatura corporea che raggiunge valori anche intorno ai 40°C. In caso di  colpo di calore bisogna spogliare e ventilare il malato, rinfrescarlo applicando impacchi freschi su capo, collo, ascelle, inguine e far bere, quando il paziente è cosciente, bevande con sali minerali, non gelate.

I crampi
Dolorose contrazioni muscolari involontarie, si verificano infatti, con maggiore facilità, durante i mesi estivi. L’ambiente caldo ed i tassi di umidità elevati favoriscono uno squilibrio elettrolitico e in particolare  una carenza di sodio e potassio, dovuta alla perdita di liquidi che espone in questo modo l’organismo ad un grosso stress.

crampiSe gli elettroliti persi non vengono prontamente reintegrati il rischio crampi aumenta. Si verificano principalmente negli anziani che assumono pochi liquidi o in persone che svolgono attività fisica e che non reintegrano a sufficienza i liquidi o che, pur bevendo a sufficienza, non reintegrano i sali minerali persi con la sudorazione. In questo caso, le persone possono presentare, oltre ai crampi anche altri sintomi come cefalea, stanchezza e affaticamento, e perciò vanno reidratate con una abbondante assunzione di bevande che contengano le giuste quantità di sodio, potassio, magnesio e glucosio.

In conclusione il miglior modo di prevenire la disidratazione è l’assunzione di una corretta alimentazione e reidratazione, cioè con un giusto apporto di acqua e sali minerali. Inoltre è utile integrare le perdite man mano che si verificano, ogni volta che questo sia possibile.

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