I prebiotici ad effetto dimagrante

12 maggio 2014 | commenti: 0

Probinul e attività fisica aiutano contro l'obesità | cadigroup.eu

Flora intestinale (microbiota) ed obesità

Le cause dell’obesità sono molto varie e recentemente studiosi nord-americani ed europei hanno affermato che uno squilibrio nella flora intestinale potrebbe essere una delle cause dell’obesità. Ma l’assunzione di prebiotici, riequilibrando la flora, potrebbe portare alla diminuzione del peso corporeo.

I prebiotici sono particolari carboidrati solubili contenuti nei cibi vegetali, purtroppo in quantitativi minimi, per cui in caso di maggiori necessità (come per riequilibrare la flora intestinale) occorre usare i cosiddetti integratori di prebiotici o i simbiotici (costituiti da probiotici e prebiotici). I prebiotici riconosciuti sono tre: i fruttooligosaccaridi, transgalatto oligosaccaridi ed il lattulosio. Esistono però anche altre sostanze che, seppur in grado minore, esplicano azioni prebiotiche come alcune fibre solubili e l’amido resistente. La fermentazione che i prebiotici producono nel colon, produce acidi grassi a corta catena (SCFA), utilissimi come nutrienti dell’intestino e la crescita di bifidobatteri prodotti dall’intestino stesso tramite la proliferazione in loco dei bifidobatteri presenti. Si compensa così in un certo periodo di tempo la perdita di bifidobatteri che era all’origine la causa del sovrappeso.

Purtroppo lo squilibrio di alcune specie di batteri rispetto ad altri potrebbe impedirci di usare fisiologicamente tutte le calorie che assumiamo quotidianamente causando l’aumento di massa grassa. Quindi risulta che la flora batterica può condizionare i due aspetti dell’energia: nel primo influenza l’accumulo di energia apportato dai componenti della dieta e nel secondo condiziona il modo in cui l’energia è spesa o immagazzinata determinando la perdita o l’acquisto di peso. In parole povere si ipotizza che si avrà un aumento del peso corporeo quando si ha una diminuzione di bifidobatteri.

Questi effetti sono stati riscontrati non solo negli animali ma anche nelle persone. Infatti, è stato dimostrato che le persone obese presentano più batteri del tipo “firmicutes” mentre presentano meno batteroidi (tra cui i bifidobatteri) fino a 50% rispetto alle persone magre. Ma ciò che risulta ancor più sorprendente è che quando nelle persone obese si ristabilisce l’equilibrio della flora intestinale, queste persone hanno perdita di peso. Si ipotizza anche che lo squilibrio possa essere provocato inizialmente da un consumo eccessivo di cibi ricchi di grassi. È quindi importante combattere sovrappeso ed obesità per impedire che si possano verificare in seguito le patologie legate all’obesità come arteriosclerosi, diabete, sindrome metabolica, ecc…

Per combattere il sovrappeso e l’obesità esistono alcuni punti accertati:

  1. Adottare un sano stile di vita
  2. Nutrirsi con diete ipocaloriche, ipolipidiche e ricche di fibre
  3. I cibi assunti devono esser masticati più volte e il pasto deve esser consumato lentamente
  4. Influenzare e migliorare la flora intestinale
  5. Assumere fibre solubili che producano con la loro fermentazione a livello del colon in modo da influire positivamente sulla produzione di ormoni sia dell’appetito che della sazietà

Il paziente può agire direttamente solo per quel che riguarda il primo ed il terzo punto mentre gli altri devono essere stabiliti dal nutrizionista.
Infatti solo quest’ultimo potrà individuare la dieta ipocalorica adatta ad ogni tipo di paziente: sano, diabetico, ipercolesterolemico, ecc…, determinare il calo calorico da attuare e la dieta più opportuna (iperproteica, ricca in carboidrati, fibra, ecc…).

Il quarto ed il quinto punto sono stati individuati e studiati di recente ed hanno concesso ai pazienti, che adottino anche gli altri tre punti, la possibilità di poter ottenere dei notevoli risultati salutari e durevoli senza l’insorgenza di effetti indesiderati.

Fine prima parte

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